La Piola, cucina tradizionale nel cuore di Alba, capitale delle Langhe

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La Piola, cucina tradizionale nel cuore di Alba, capitale delle Langhe

18 Aprile 2022

Come conservare la tradizione innovando, è questa la sfida di uno dei più apprezzati ristoranti di Alba, proprietà della famiglia Ceretto che, da sempre, fa delle origini piemontesi la forza propulsiva per un carattere cosmopolita, che non ha paura di sperimentare


La volontà e l’intuizione della famiglia Ceretto di voler valorizzare il proprio territorio anche dal punto di vista gastronomico si sono concretizzate nel 2005 con La Piola, progetto in comune con lo chef stellato Enrico Crippa, anima di Piazza Duomo, che ha dato vita ad un ristorante improntato sulla cucina tipica langarola nel cuore della città di Alba, in Piazza Risorgimento.

Un nome evocativo, che affonda le radici nel dialetto piemontese e rimanda all’osteria di paese, dove si mangiano piatti della tradizione e si bevono vini del territorio. Un luogo dall’atmosfera conviviale, familiare e gioiosa.

A La Piola cibo, vino e arte si intrecciano. La cucina di grande artigianato è lo specchio della cultura gastronomica locale. Le preparazioni sono artigianali: pasta fatta a mano come i finissimi tajarin, che dall’impasto, alla stesura e fino al taglio vengono prodotti in modo sartoriale oppure i più classici quanto sempre sorprendenti agnolotti del plin al sugo di arrosto. Altri cardini della cucina locale che ritroviamo nel menù sono il vitello tonnato o il carrello dei bolliti nel periodo invernale. Anche i dolci oltre al bunet al cioccolato conservano elementi di tradizionalità come il semifreddo che utilizza alla base il torrone, tipico dolciume albese, originariamente prodotto e consumato in vista delle festività natalizie. Per concludere la torta di nocciola, ottima sintesi del connubio con le materie prime locali.

Tanti sono i piatti che nascono giornalmente come frutto di un pensiero che mette al centro la stagionalità e i suoi colori. Accanto a ogni portata, una scelta ampia di vini al calice e bottiglie per esplorare il territorio piemontese e soddisfare differenti palati.

A dominare la sala principale c’è una grande lavagna. Anche qui tutto è fatto in modo artigianale infatti, viene cancellata e riscritta giornalmente per adattarsi alle variazioni del menù che segue due regole: stagionalità e fantasia.